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( PAOLO BOTTIONI )
piccolo
saggio di Paolo Bottioni: Alluvione del Baganza Per l’artista la tela diventa la rappresentazione del suo spazio interiore, diventa la pagina di un diario tutto suo dove trascrive, anche con l’aiuto dell’immaginazione, i suoi sentimenti, i suoi desideri e le sue emozioni; nello spazio pittorico non viene mai rappresentata la realtà concreta, così come la vediamo, ma viene rappresentata l’interpretazione di quella realtà. Con l’arte astratta, questo processo artistico-filosofico si fa palese e concreto, diventa teoria fondante di questo movimento pittorico dove l’opera d’arte non corrisponde più a un vedere ma è piuttosto a un sentire; il motivo naturale si trasforma in un accordo cromatico nella cui risonanza è captato il sentimento ispirato dal motivo. La tela diventa incarnazione dell’emozione interiore che la visione della realtà ha destato. Nel greve buio di un’attesa densa di paura il tono dei colori si fa sordo e cupo. Vedere affascinati, ma pieni di timore, l’azione e la forza della natura dove i container sembrano lottare con i ponti e dove il colore resta cupo, quasi a rappresentare l’impotenza dell’uomo nei confronti di quella marea di fango. Tutto continua a restare grigiastro e sordo nell’alluvione, dove vedi l’acqua invadere la tua casa ,la tua cantina ,la tua auto e i tuoi ricordi. Il rosso strutturato con il nero vuole rappresentare la disperazione, l’urlo del dolore e del pianto. Poi incomincia la fatica, ti senti solo e impotente di fronte all’accaduto, al fango e alle cose perse, il rosso-arancio è la scala che vuole rappresentare la fatica e lo sforzo ma anche la volontà di reagire. Arrivano in tanti ad aiutarti e la disperazione vira nell’arancio della solidarietà, non sei più solo e cominci a respirare. E alla fine con la normalità si ritrova in una scala giallo-arancio luminosa, quasi a rappresentare un equilibrio, una normalità raggiunta, quello spirito di consapevolezza che sempre emerge nell’animo umano, quando riesce a dare alla vita un senso di serena armonia. L’immaginare di entrare nell’intimo delle persone che hanno vissuto l’alluvione del “Baganza”, è stato il filo conduttore che ha mosso il mio fare arte in questa occasione. Il colore, nella mia pittura, è da sempre la componente principale per trasmettere le sensazioni e i sentimenti di un momento vissuto, di una emozione provata o di un ricordo ritrovato. In questa occasione il colore è stato usato per rappresentare i momenti che possono aver attraversato l’animo umano delle persone direttamente coinvolte dall’evento alluvione. Nel mio immaginare, vedo che, dove l’uomo ritrova un certo equilibrio spirituale, il colore ritrova luce e spazio, mentre, dove emerge la forza distruttrice della natura e la paura invade il dato interiore tutto si fa sordo e scuro, nulla è più percepito, nulla è più raccontato, paura e annichilimento invadono l’animo umano.
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