Developed by M. Bottioni
Critica di Luciano Carini PAOLO BOTTIONI
Personale Novembre 2008 Luciano Carini “Il Colore delle Sensazioni” Dopo un periodo di quasi dieci anni passati a Piacenza, che ha segnato anche il suo incontro con la pittura e l’attività di artista, Bottioni, nel 1975, rientra a Parma e subito si inserisce in prestigiose associazioni artistiche. Particolarmente significativo è il suo ingresso nel rinomato circolo culturale “La Pilotta” perché quiha la fortuna di conoscere e frequentare il pittore Alfredo chiapponi e di intraprendere, insieme a lui, una fase importante di studio, confronto e di lungo lavoro che determinerà poi una crescita culturale ed artistica continua. Forse da questa frequentazione e da questa crescita interiore, nasce in Paolo Bottioni il desiderio di capire e conoscere in modo approfondito l’arte contemporanea, la sua essenza profonda e la filosofia che la muove: si iscrive al Dams di Bologna dove si laurea. Questa mostra di Piacenza segna un ulteriore passo in avanti dell’artista parmense, quasi un momento di riflessione profonda e sentita per giungere ad una maggiore sintesi, ad una estrema purezza delle tinte, ad un gesto veramente personale e “signore” dello spazio. Anche il titolo della mostra, scelto dallo stesso artista, sta proprio a significare la sua straordinaria concentrazione sul colore inteso come forza e strumento capace di annullare dettagli e particolari, per concentrarsi unicamente sulle sensazioni o sulle emozioni che la realtà riesce a suscitare nell’animo dell’autore. Una specie di sinergia o di mutualistica simbiosi tra esterno ed interno, tra dato reale e stato d’animo che comunque finisce sempre per tradursi in immagine non fotografica, in dato cromatico puro, in forma geometrica. La tela, insomma, diventa per Paolo Bottioni, un immenso spazio interioredove è possibile scrivere, per mezzo della pittura e del pigmento, le proprie emozioni, sensazioni e sentimenti senza cedere o ritornare al passatismo figurativo. Questo significa che nell’atto creativo del dipingere, la sua attenzione si concentra unicamente sul dato interiore e sulla concreta possibilità di renderlo comprensibile e fruibile, si concentra unicamente sulle sue sensazioni perché, effettivamente, le sensazioni hanno il loro fremito, la loro vita, i loro colori. E la natura è, per Bottioni, l’elemento fondamentale e indispensabile della sua ispirazione, luogo dei sogni, memoria di avvenimenti ed emozioni. Con il suo gesto libero e personale, potente e deciso, i paesaggi si scompongono e si frantumano, si accendono di luci e trasparenze, diventano forme geometriche che si aprono e si chiudono, si dilatano e si allungano in prospettive verticali, rompono le recinzioni assurgendo ma simbolo e metafora di infiniti spazi interiori. Pittura che rivela esperienza, questa di Bottioni, ma che si muove d’impulso, seguendo un moto ispiratore, un’occasione, uno stato d’animo. E quasi sempre i paesaggi, le visioni, il mutare delle stagioni, con le loro straordinarie modulazioni cromatiche, diventano per lui motivo e pretesto per fare pittura, per dare libero sfogo alla sua creatività e ai suoi pensieri. Un ‘astrazione naturalistica fatta solo di colore e di luce, dove c’è evocazione, rimando e memoria e dove esperienze fisiche, esistenziali, ottiche e sensoriali in genere, si uniscono insieme per dare voce e colore alle sue sensazioni, per ricreare atmosfere di cieli puliti dove far correre libera la voce del cuore e della poesia.
|